Un'altra traduzione da Rumi

Colline, acquerello

Ode mistica 833

Libera tradizione da Jalal al Din-Rumi, (1207-1273). Il testo originale si trova, per esempio, qui
In relazione a questo testo, suggerisco di ascoltare questa composizione di Eric Whitacre, “Deep Field”, la trovo perfetta.

Quando moriamo andiamo a nozze con l’eterno.
Quale è il segreto, chiedi. Eccolo: è “Il Divino è unità.”
La luce si divide solo se passa dentro un vetro
e la varietà esiste solo nei grappoli di uva
senza essere, dell’uva, succo o essenza.
Per chi è vivo nella Luce del Divino
la morte del corpo carnale dell’anima è una benedizione.
Di chi è morto non dire bene o male
perché oltre il bene ed oltre il male ormai si trova.
Tieni fissi gli occhi su Dio e non parlare di ciò che tu non vedi,
così che Egli possa porre un altro sguardo nei tuoi occhi,
è con la visione fisica di questi occhi nuovi
che i segreti e le cose visibili smettono di esistere:
quando l’occhio si rivolge a Chi È Luce,
cosa può ancora celarsi sotto questa Luce?
E anche se ogni luce si irraggia dalla Luce del Divino,
non definirla Luce Divina, non puoi,
è solo la luce eterna che è Divina
la luce effimera è un attributo della carne, quanto la materia.

Oh Dio, che concedi la grazia di vedere,
l’uccello della visione vola verso di te sulle ali del desiderio!

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