Ministorie - 6

C'era una volta un uomo che teneva in ordine la forma della città in cui viveva. Era un lavoro noioso ma nessuno lo avrebbe potuto fare al suo posto. Doveva ripassare ogni angolo, ogni pietra, ogni prospettiva giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. Aveva mappe e disegni, aveva piantine, schizzi, miriadi di appunti ma il grosso del lavoro lo faceva a memoria. Un tocco qua e un tocco là. Così procedeva, senza mai sbagliare, senza mai smettere. Aveva provato, a smettere dico, ma quella famosa mattina la città si era svegliata come di traverso, le strade non si incontravano più, le case pencolavano sbilenche le une sulle altre, le vetrine riflettevano piazze come fontane, parchi come teatri, vicoli come torrenti. Aveva dovuto faticare per giorni per rimettere tutto a posto ed era stato fortunato, nessuno si era accorti di niente. Mai più, aveva giurato a se stesso, mai più. E sebbene ormai fosse vecchio e stanco e nessuno sapesse nulla del suo lavoro, ogni mattina ricominciava il suo giro, solerte, passava e ripassava i confini dello spazio e del tempo perché la città, la città come l'aveva disegnata ormai mille e mille volte, non venisse ingoiata dal caos. Un giorno, era certo, quando avesse finito le forze, qualcuno avrebbe preso il suo posto.

Tag argomento: