Ministorie - 5

C'era una volta un uomo che raccoglieva sorrisi. Quando ne aveva trovato uno si metteva davanti allo specchio e passava le ore a provarlo. Quando era sicuro che gli venisse bene, usciva per strada e sfoderava il suo nuovo sorriso, La gente diceva “Ooh!” e !”Aah!” e applaudiva. L'uomo tornava a casa contento, ma il giorno dopo correva a cercare un altro sorriso; poi si chiudeva in casa a fare le prove e usciva per farsi vedere. Col tempo cominciò a non esser più una novità, anzi qualcuno cominciò ad essere infastidito da quei molti sorrisi. “Insomma, con tutto quello che succede questo non trova di meglio che sorridere sempre?“. Per l'uomo cominciò un periodo difficile. Si inventò mille e mille modi per spiare nuovi personaggi e nuovi sorrisi, si chiuse in camera ancora più a lungo, per diradare le sue uscite e creare maggior sensazione una volta che il nuovo sorriso era pronto, ma sembrava che ornai nessuno apprezzasse i suoi sforzi. Si ritrovò annoiato e senza più talento. E siccome non avrebbe mai ammesso di essere ormai un incapace, cominciò a barare. La gente se ne accorse, diceva, dandosi di gomito quanto lo vedeva per strada mentre accennava con fare distratto un pezzo di bravura: “Guarda, che sorriso, stavolta ha fatto quello della contessina quando il marchese l'aveva chiesta in sposa, te ne sei accorto?” Pian piano smise di sorridere. I muscoli del viso persero l'elasticità e il volto gli si trasformò in una maschera inespressiva. Solo una volta lo videro ancora sorridere davanti a una vetrina, dove aveva colto la propria immagine che si rifletteva impietrita, ma non fu chiaro se sorridesse di scherno o di rimpianto.

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