Ministorie - 4

C'era una volta un uomo che cancellava i torti. Ogni mattina si armava della sua bella gomma, di un separé di tessuto e di uno sgabello di legno consunto e si preparava a fare il giro della città. Arrivava sulla piazza prima dei sonnolenti impiegati del entro, dei vigili e degli avventori dei bar, aspettava che le saracinesche dei negozi si aprissero con il solito cigolio, seduto a scrutare la piazza che si riempiva. Poi cominciava. “Torti... Torti freschi... Chi ha da cancellare torti freschi?” Davanti a lui si faceva una fila ordinata di persone, non c'era gente che sgomitava né saltava la fila perché sapeva che lui, l'uomo che cancellava i torti, non avrebbe permesso che proprio davanti a lui si facessero torti – lo avrebbero interrotto e non amava essere interrotto, un torto, una volta preso in mano, va cancellato per bene, se no rimane una specie di ombra, una chiazza, un ricordo che avrebbe reso inutile la sua cancellazione. Insomma, era riuscito a farsi rispettare. Accoglieva ogni persona con un sorriso gentile ma fermo e ascoltava che cosa ognuno di quelle persone era venuto a dirgli di cancellare. Erano in genere torti semplici da cancellare, uno sgarbo in ufficio, una precedenza non data e aveva un occhio di riguardo per le liti tra vicini di casa. Talvolta arrivava un caso complesso e allora l'uomo che cancellava i torti apriva il suo separé e vi si ritirava dietro con il cliente. La gente diceva: “Ecco, è arrivato il caso!” e quando arrivava il caso non si sapeva quanto tempo ci sarebbe voluto perché l'uomo che cancellava i torti non voleva andare di fretta, non gli andava di fare errori e sprecare la gomma.
Un giorno però, la gomma, non si sa come, finì e l'uomo si trovò senza strumenti per cancellare i torti. Come ogni mattina si recò in piazza, ma senza separé e senza sgabello, ché questa volta non ci sarebbero stati né fila né torti da smaltire. Appena arrivato le persone gli si fecero incontro – da tempo girava voce che la gomma stesse per finire e a vederlo così, senza i consueti strumenti di lavoro, cominciarono ad agitarsi. “È finita, è finita!” esclamò allargando le braccia l'uomo che cancellava i torti. La gente gli si ammassò intorno, cominciò a protestare. “Cosa devo fare, adesso? Mi hanno rigato la macchina!” gridò un uomo tutto affannato. “E io che ho avuto una multa per evasione fiscale e avevo pagato tutto, cosa dovrei fare? “ si impermalì un altro. “Io voglio che il torto che mi ha fatto la mia vicina che sposta i mobili all'una di notte sia cancellato e di corsa!” gridò un uomo grasso e pallido. Via via le persone si innervosivano mentre si passavano la voce: “È finita!”. “Che cosa?” “Ma la gomma, idiota, cosa vuole che sia finita?” E cominciarono a darsi degli spintoni, a dirsi parole ingiuriose, qualcuno cominciò a menare le mani. E da quel giorno i torti comparvero intorno all'uomo che li cancellava, come mai prima di allora era successo.

Tag argomento: